18.10.21

Religione Cattolica e Attività Alternativa

 

 


Ho lanciato un breve sondaggio sulle storie di Instangram e ho letto quasi di tutto: ore erogate per metà del tempo previsto dalla legge, ore erogate in appoggio alle colleghe di classe, ore usate per più del tempo necessario per l’educazione civica. Insomma, un gran guazzabuglio. 

Possiamo così chiederci: quante sono le ore previste per l’insegnamento della Religione Cattolica a scuola? E come facciamo a sapere che sono valide da Torino a Napoli, da Milano a Bari?

Ce lo dice la legge.


La normativa riguardante l’IRC (da qui uso l’acronimo per intendere l’Insegnamento della Religione Cattolica) è chiara, ma bisogna andare a cercarla: pare si nasconda in luoghi poco avvezzi ad essere visitati.

 

La nuova intesa del 2012, il DPR 175/2012 firmata tra Ministero dell’Istruzione e Conferenza Episcopale Italiana, recita così

Nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, l'insegnamento della religione cattolica è organizzato attribuendo ad esso, nel quadro dell'orario settimanale, le ore di lezione previste dagli ordinamenti didattici attualmente in vigore, salvo successive intese.

E ancora

Nelle scuole primarie sono organizzate specifiche e autonome attività di insegnamento della religione cattolica[...]
A tale insegnamento sono assegnate complessivamente due ore nell'arco della settimana.

Nelle scuole dell'infanzia sono organizzate specifiche e autonome attività educative in ordine all'insegnamento della religione cattolica.


Le suddette attività sono comprese nella progettazione educativo-didattica della scuola e organizzate, secondo i criteri di flessibilità peculiari della scuola dell'infanzia, in unità di apprendimento da realizzare, anche con raggruppamenti di più ore in determinati periodi, per un ammontare complessivo di sessanta ore nell'arco dell'anno scolastico.

Partendo quindi dai gradi scolastici più elevati e poi scendendo sono previste diverse quantità orarie per la materia: un’ora nelle scuole secondarie di primo e secondo grado; due ore nelle scuole primarie e 60 ore annue, pari a un’ora e mezza la settimana, per la scuola dell’infanzia.

Senza se e senza ma. Anche di fronte all’amata autonomia didattica, quella cioè che consente alle scuole di scegliere il proprio percorso perché centrato sulle necessità dello specifico istituto o addirittura della classe particolare, le ore di religione rimangono tali.

 


Legato a questo conteggio orario vi è l’altra faccia della medaglia: chi non fa religione, che cosa fa? Anche qui, pur permanendo l’autonomia didattica, la legge resta chiara: le famiglie che scelgono di non avvalersi della religione cattolica hanno il diritto, in caso lo vogliano, di usufruire dell’Attività Alternativa (da ora, AA) che prevede un programma ed un docente dedicato. E’ vero che il voto di IRC non fa media, ma dato che esiste un giudizio di IRC in pagella così deve esistere un voto di AA, un giudizio che esprima come è stato l’ andamento durante quelle ore del bambino/a e quali sono stati gli obiettivi eventualmente raggiunti.

Sempre su Instagram ci siamo dette/i che anche in questo caso, spesso, l’IRC tarda a partire: non ci sono insegnanti disponibili a seguire la materia alternativa, non ci sono programmi né progettazioni, non c’è la conoscenza degli obblighi di legge delle scuole da parte delle famiglie che non chiedono che l’AA venga avviata subito.

La riflessione finale è che forse dobbiamo essere noi più formati sulle norme che regolamentano la nostra materia e fare da capofila per le richieste, espresse in fase di iscrizione, da parte delle famiglie o degli studenti stessi. 

Solo avendo ben chiari i nostri diritti e la nostra posizione nella scuola possiamo davvero esserne parte integrante e partecipe.

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