ovvero, leggere "Non è un paese per single" di Felicia Kingsley
Leggiamo storie per i motivi più disparati: fuggire o restare imprigionat*, svagarci o emozionarci, pensare o staccare la spina alla testa, che vortica in mille modi diversi.
Leggere è complementare allo scrivere: perché si scrivono storie? Basta il desiderio di lasciare traccia? E’ sufficiente l’idea di resistenza che porta con sé la carta?
Ciò che conosciamo meno è l’arte di narrare in forma nuova storie già esistenti.
La prima volta che ne ho sentito parlare ero all’università e lì le hanno chiamate “riscritture” perché si recupera una parte della Bibbia, un racconto, un personaggio, la sua storia, un evento e lo si rinarra. Il racconto prende spunto da qualcosa di già esistente e viene riscritto in forma diversa: cambia l’ambientazione o i tratti del protagonista, cambia il finale o le emozioni provate.
La seconda volta che ne ho sentito parlare e ho iniziato ad amare queste storie è stato quando nel mio gruppo di accanite lettrici mi hanno spiegato che esistono i retelling, libri che rinarrano storie classiche, favole o romanzi della letteratura mondiale, meglio se rifacendosi a libri che hanno ormai perso i diritti d’autore, ovvero per i quali sono passati 70 anni dalla morte dell’autore.
Il retelling “Non è un paese per single” è ispirato a “Orgoglio e Pregiudizio” di Jane Austen: narra la storia d’amore tra Elisa Benetti e Michael D’ Arcy. Una reinterpretazione di un classico intramontabile per la quale la Kingsley ha letto e riletto non solo l’originale ma anche le diverse interpretazioni: meglio conoscere tutte le diverse sfaccettature per non incappare in una brutta copia di qualcosa già esistente.
La storia si sviluppa tra la tenuta Le Giuggiole, in Chianti, un paesaggio bucolico, con vigne a perdita d’occhio e Londra, con la sua city, gli abiti costosi e le feste esclusive. La trama resta molto simile ma cambia l’ambientazione, lo stile della narrazione e, in qualche modo, il genere del romanzo. Anche le età dei protagonisti sono cambiate: la storia non poteva funzionare mantenendo tutti i personaggi intorno ai 20 anni ma funziona benissimo se a parlare sono dei trentenni con lavori ben avviati ma che mancano di qualcosa di importante e storie familiari non lineari. Elisa e Michael sono amici d’infanzia che ad un certo punto si perdono: Elisa nel mentre ha una figlia inaspettata che cresce da sola insieme alla mamma e alla maggiordoma, una Drusilla Foer del Chianti, ricchissima ma che intende non annoiarsi nella vita lavorando a Le Giuggiole. Alla morte del proprietario della tenuta, per il quale Elisa cura i vigneti, la proprietà passa a Carletto, migliore amico di Michael che lavora nella city di Londra e che non torna in Chianti da quando è piccolo.
Non sarà amore a prima vista: le colline non sembrano reggere il confronto con i grattacieli, i tempi rilassati cozzano con la voglia di mordere il freno di Michael ma è innegabile l’attrazione che Elisa scatena in lui e la presa del cibo che conquista non solo il suo palato ma anche il suo cuore.
Una storia moderna e divertente che mi ha fatta ridere fino alle lacrime, scritta con passione e freschezza: da qui mi sono innamorata non solo del genere ma sopratutto dell’autrice.
Sono certa che a questo ne seguiranno altri come altri ne sono arrivati prima. Questo post è quindi corredato da un elenco: un elenco che continuerà a crescere e ad essere aggiornato perché possa ricordare i viaggi fatti nel mondo della riscrittura.
Altri retelling che vi consiglio:
Katy Regnery – Il Veterano – La Bella e la Bestia
Katy Regnery – Non lasciarmi mai andare – Hansel e Gretel


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