11.9.21

"Fiore di Roccia" di Ilaria Tuti

 

 

Questo è un libro che non smetterò di consigliare né regalare. 

Ilaria Tuti riscrive un pezzetto di storia del Friuli, delle sue montagne e della nostra guerra, quella di tutta un’Italia.

Quando parliamo di guerra raramente ci troviamo di fronte a racconti su come le donne l’abbiano affrontata in prima linea, di come abbiano combattuto, di dove fossero mentre i loro figli e mariti morivano in trincea.

Non avevo mai sentito prima la storia delle Portatrici carniche, donne friulane che durante la Grande Guerra decisero di dare il loro contributo portando i rifornimenti agli alpini stanziati sul confine, sepolti tra le Alpi. Una lunga fila di donne che terminati i loro lavori in casa e nei campi, lasciavano i figli piccoli e gli anziani a casa, si caricavano enormi e pesanti gerle sulle spalle e con addosso le loro tipiche scarpetz salivano i pendii per portare approvvigionamenti alle truppe.

Una storia di resilienza e generosità femminile.

Tra i tanti, i personaggi che mi ho amato di più sono quelli di Agata e del comandante Colman: la prima che è l’eroina, la portabandiera e la portavoce di queste donne e con esse di tutte le donne dell’epoca, figlie e madri combattenti, che decisero di non lasciare soli gli uomini, di essere la loro ultima speranza; il secondo è il capitano Colman, capo degli alpini sui monti sopra Timau, il paese del racconto, che lotta a fianco dei suoi uomini sino alla fine, uomo di grande coraggio ed estremo valore ma sopratutto di grande empatia, che sa bene che cosa sia la guerra e che cerca di porvi rimedio con le proprie azioni, giorno dopo giorno, azione dopo azione.

La frase che rappresenta di più queste donne e, forse l’intero libro, è ciò che vorrei trasformare in domanda per l’autrice: quando ci racconterà un’altra storia di donne così, di donne che nel silenzio hanno fatto la storia, quando ridarà loro il valore e il posto che meritano?

 

“La nostra capacità di bastare a noi stesse non ci è stata riconosciuta né concessa. L’abbiamo tessuta con la fatica e il sacrificio, nel silenzio e nel dolore, da madre in figlia. Poggia su questi corpi meravigliosamente resistenti ed è a disposizione di chiunque ne abbia bisogno. Si nutre di spirito infuocato e iniziativa audace, vive di coraggio. Vive di altre donne. Siamo una trama di fili tesi gli uni sugli altri, forti perché vicini”.

 

Un libro che ho amato e con cui ho pianto lacrime di dolore e amore insieme, grata per la storia che l’autrice ha finalmente consegnato al mondo.

 

Guardo questa madre, che spende il tempo prezioso che le rimane nel tentativo di salvarci, invece di stare con i suoi bambini, e vedo, finalmente, Dio. Dio è qui ed è donna.”

 

Edizioni Longanesi

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